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E ora anche per le badanti è allarme disoccupazione   

Prima a Varese, poi a Mantova e Parma, fino ad arrivare alla provincia di Reggio Emilia: per le badanti si profila il rischio della disoccupazione. Ce ne sono troppe. Troppe rispetto alle richieste di molte famiglie italiane che, in un periodo di crisi come questo, non se le possono quasi più permettere. «Oggi - spiega Raffaella Maioni, responsabile nazionale di Acli Colf - il costo medio mensile di una badante o di una colf, se regolarizzata, si aggira intorno ai 900 euro a seconda delle ore effettuate e dell' esperienza. Può sembrare una provocazione, ma bisognerebbe dare alle famiglie la possibilità di detrarre l' intero costo del lavoro domestico in sede di dichiarazione dei redditi».

Al Nord il fenomeno ha già assunto dimensioni preoccupanti. A rilevarlo per prima è stata la provincia di Varese che già dal 2008 registra un forte calo di richieste. L' anno scorso ai tre sportelli "Assistenti familiari" della provincia lombarda si sono rivolte solo 238 famiglie mentre le donne interessate all' occupazione erano 539, più del doppio. E non promettono bene nemmeno i numeri per quest' anno. Altro dato che emerge dall' analisi dei dati diffusi dalla Provincia è la forte crescita del numero di donne di nazionalità italiana, sole o separate, che si candidano come assistenti. Sono giovani in cerca del primo impiego ma anche disoccupate di mezza età che faticano a reinserirsi nel mondo del lavoro. Richieste di assistenza in calo anche a Mantova dove «dall' inizio di quest' anno a oggi - dichiara Daniela Sabbadini, responsabile dello Sportello badanti del consorzio Sol.Co. - abbiamo inserito solo 10 assistenti familiari». Una crisi, quindi, che toglie lavoro anche a quelle lavoratrici che sembravano le meno a rischio disoccupazione e che nella maggior parte dei casi sono straniere. Straniere che spesso sono costrette a fare rientro nelle loro terre d' origine come di fatto già accade in Veneto dove, secondo la Caritas di Venezia, un buon 10 per cento di badanti immigrate è già tornato al proprio Paese. Anche a Reggio Emilia il settore assistenza alla famiglia, prendendo in esame il trimestre gennaio-aprile 2009, ha registrato rispetto allo stesso periodo del 2008 un calo di oltre il 50 per cento degli inserimenti (276 rispetto ai 562 del 2008). Per la provincia di Parma parlano i numeri dell' Osservatorio sul mercato del lavoro: nel 2008, rispetto all' anno precedente, c' è stata una forte riduzione di inserimenti di colf e badanti, quasi 1000 unità. Solo 113, invece, gli avviamenti rilevati nel primo trimestre di quest' anno. Diversa la situazione al Sud e in particolare nella provincia di Napoli dove molte famiglie chiedono assistenza continua (24 ore su 24), mentre le collaboratrici domestiche sono disponibili a lavorare per lo più a ore. «Questo perché - sottolinea Anna Cristofaro dell' Acli Colf - Napoli comincia a conoscere un' immigrazione non più soltanto di transito, ma di tipo strutturale». - CRISTINA RASCHIO

Fonte : repubblica.it

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